EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

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Zittonia o Parlonia?

emissioni-sonoreVivo in una città molto particolare, forse anche troppo. Il suo nome è Zittonia, in senso ironico ovviamente. È l’esatto contrario: tutti parlano, anche in situazioni che non lo richiedono. Basti pensare che ad ogni funerale il morto si tappa le orecchie.
Una volta arrivarono due turisti che, vedendo il nome, pensavano di trovare un po’ di tranquillità. Non ci rimasero neanche mezzo secondo: scapparono al Polo Nord per riprendersi da quella terribile esperienza e ancora oggi, ogni volta che sentono un rumore, si tappano le orecchie e affollano il cervello di pensieri affinché non possano più sentirlo.

Tuttavia gli abitanti di Zittonia sembrano trovarsi bene con quel frastuono, anche se ci sono un po’ di incidenti legati a esso: immaginate il rumore di uno stadio, triplicatelo per cento e otterrete così i decibel standard di questa città. Molti sono rimasti sordi, altri invece, arrivati da poco, non potendosi permettere una casa altrove, si tagliano le orecchie e vivono più tranquilli.
La mia famiglia non è da meno. Io ho chiesto che mi insonorizzassero le pareti della camera, ma non mi hanno nemmeno sentito. Per dormire, metto sulle orecchie dieci paia di cuffie, ma non serve a nulla.
A scuola è un bene che ci sia così tanto rumore, almeno le proff, non potendo spiegare, non ci danno da studiare nulla a casa.
I cani, poveretti, ultrasensibili ai rumori, si sono costruiti un bunker a prova di suono. Una volta al giorno un prescelto esce a fare la spesa, ma ritorna al fortino senza peli e stremato.
Io, però, sono diverso dagli abitanti di Zittonia. Non sopporto assolutamente il frastuono ed è per questo che ho deciso di andar via.
Mi sono trasferito in una città chiamata Parlonia, in senso ironico ovviamente. È l’esatto contrario: tutti stanno zitti, anche in situazioni che non lo richiedono. Basti pensare che in tutte le interrogazioni il voto è sempre quattro, perché gli alunni non parlano.
I primi tempi mi sono trovato bene, ma a un certo punto non ho più retto: le uscite con gli amici non sono altro che delle passeggiate in cui nessuno parla e in cui ci si annoia tantissimo.
Ora sono di nuovo a Zittonia, dove stanno ancora discutendo sulla mia scomparsa.
Quando capiranno che prima o poi bisognerà trovare un giusto equilibrio?
Gironacci Lorenzo 2^B

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