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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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“Vado a vivere in campagna”

Progetto realizzato dai ragazzi della 2^A coordinati dalle prof.sse Maria Facenna e Anna Maria Giacopetti

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 Una recente indagine della Coldiretti sull’occupazione giovanile nel settore agricolo ha rilevato che il 2017 è stato un anno record per la nascita di imprese agricole “under 35”. Le aziende giovani posseggono il 54% di terra in più della media degli altri agricoltori, hanno un fatturato più elevato del 75% rispetto alle altre e il 50% di occupati in più. «L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura, per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna, dove hanno portato profonde innovazioni con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agri-asilo e altro ancora».

In un periodo di crisi economica molti giovani sono ritornati alla terra per mettersi in gioco, favorendo così un ricambio generazionale e promuovendo una visione moderna della nostra agricoltura: essa sfrutta i risultati della ricerca per  un’attività sostenibile e rispettosa dell’ambiente e utilizza al meglio le nuove tecnologie.

 Nella classifica delle cinque attività preferite dai giovani ci sono: il commercio al dettaglio, l’agricoltura e l’allevamento, le costruzioni specializzate, l’attività di ristrutturazione, i servizi alla persona. L’attività agricola, sorprendentemente, viene ancora scelta da molti giovani  sotto i 35 anni: hanno aperto nuove aziende perché interessati al lavoro in campagna e anche alla vendita diretta dei prodotti a km zero. Oggi, infatti, la maggior parte delle imprese gestite da giovani sotto i 35 anni è impegnata in attività di produzione, trasformazione e vendita diretta oltre ad attività ricreative. In questo ultimo settore rientra l’agricoltura “sociale”; con questo termine s’intende una serie di iniziative che aiutano le persone svantaggiate come disabili, detenuti e tossicodipendenti ad inserirsi nella società; sono attività spesso di tipo manuale, nell’allevamento e nella cura degli animali e in orticoltura, attività molto utili ma anche educative.                                                                                                                                                                    I giovani imprenditori hanno una maggiore propensione al biologico, ma incontrano qualche difficoltà nell’acquisto del “capitale – terra” per poter sviluppare al meglio i loro progetti.                                                                                                                                    L’ Unione Europea e lo Stato italiano sostengono i progetti dei giovani agricoltori  con delle agevolazioni economiche che permettono la nascita e lo sviluppo di nuove aziende.

Un tempo la terra era sinonimo di arretratezza, oggi è diventata il luogo in cui si lavora in modo innovativo e si offrono ai giovani prospettive future.

Per sviluppare il progetto, siamo entrati in contatto tramite mail con aziende marchigiane gestite da giovani agricoltori, abbiamo invitato un giovane agricoltore in classe, siamo andati anche a visitare un’azienda del nostro territorio. Il contatto con queste realtà ci ha arricchito molto, ne abbiamo discusso in classe, ci siamo anche affezionati a questi giovani “pionieri”.

Di seguito riportiamo una sintesi di ciò che abbiamo appreso da Fosco, Giorgio Giacomo e Simone ringraziandoli per la loro disponibilità e il loro meraviglioso lavoro.

Matteo Catalini, Cleo Borucchia, Giuseppe Lenoci

 

Fosco Maria Rossi

Fosco Maria Rossi si è laureato in Giurisprudenza con tesi in Diritto Agrario, ma ha deciso di aprire nel 2009 l’azienda agricola biologica Coste del Sole, immersa nel territorio collinare dei Castelli di Jesi. La decisione di lavorare in campagna è nata dalla sua passione per il lavoro all’aria aperta e al suo grande amore per la tradizione alimentare italiana che trova origine dalle tradizioni contadine. Il giovane agricoltore sceglie di praticare nella sua azienda l’agricoltura rigenerativa e organica per ridare forma, struttura e vita all’humus dei campi. Nella sua azienda si dà molta importanza al suolo, il quale viene valorizzato e concimato con metodi naturali. Lavora la terra con mezzi meccanici senza andare in profondità con l’aratro per permettere ai lombrichi, importanti per la biodiversità, di sopravvivere. Una volta ogni tre-quattro anni, nutre i terreni con pollina, poi rispetta la rotazione tra le colture per evitare l’impoverimento minerale dei terreni. Tali metodi si possono definire “innovativi”, ma non è proprio così; in realtà il lavoro dei contadini nei secoli scorsi si basava sul rispetto di procedimenti simili. Nell’azienda si coltivano alberi da frutto, olivi e viti, tipici dei castelli di Jesi. Inoltre sono utilizzati per le coltivazioni solo semi autoctoni della zona, quali varietà di grano tenero, di farro, di girasoli da decorticare per il consumo umano, legumi, come ceci, favino ed erba medica venduti anche come alimento per animali. In azienda lavorano di solito in due, Fosco ed un suo amico d’infanzia, ma vengono aiutati anche dalla madre del titolare, la quale si occupa della gestione amministrativa dell’attività e da sua sorella Lucia che è l’ addetta alle comunicazioni e alle vendite. I mezzi utilizzati per lavorare il terreno sono moderni ma allo stesso tempo si usano anche quelli tradizionali come: la mietilega e il ventilatore. La società agricola “Coste del Sole” collabora con altre aziende, perché il signor Fosco ritiene che è utile darsi una mano e scambiarsi semi, attrezzi e conoscenze!

Asia Apollonio, Emily Kasa, Sofia Ciotti, Fabio Carletti, Alessandro Mascolo

 

Giorgio Poeta: re del miele

A soli 33 anni è un grande imprenditore; nella sua azienda produce un  buonissimo miele, invecchiato in botti. Come abbia inventato una ricetta del genere non si sa. Noi ragazzi della 2°A, incuriositi dalla sua storia, lo abbiamo intervistato via mail e lui ha risposto alle nostre domande con molto piacere. Giorgio, circa sette  anni fa, concluse gli studi all’Università di Agraria di Ancona; era un ragazzo impaurito dal futuro e aveva tanta confusione nella testa, ma l’unica passione che lo coinvolgeva era l’amore per le api e per il vino. Rifiutò di lavorare per delle aziende agricole del territorio e con l’aiuto di banche, genitori e amici riuscì a mettere in piedi una sua attività. Sapeva che mettersi in proprio sarebbe stato molto duro ma decise comunque di realizzare il suo progetto. Non sapeva come emergere nel mercato agroalimentare quindi provò a  “mescolare il miele con il vino”. Pensandoci e ripensandoci inventò una ricetta fantastica, il  miele liquoroso, che fece conoscere la sua azienda a livello nazionale. Il miele liquoroso  ha un colore rosso rubino e la sua caratteristica è che  viene invecchiato come il vino in barrique di rovere. Ottimi sono anche gli altri prodotti provenienti dall’alveare. Giorgio vuole far crescere la sua azienda  per lasciarla, un giorno, in gestione ai propri figli. Il protagonista di questa storia vive e lavora  in una cittadina marchigiana, Fabriano, che può vantare  un’azienda moderna e allo stesso tempo capace di valorizzare un  prodotto locale, rendendolo speciale.

Luca Postacchini, Letizia Luciani, Cecilia Zazzini, Massimo Secone

 

Giacomo e l’azienda agricola CentanniCentanni ok

L’azienda agricola con certificazione biologica Centanni, situata nel comune di Montefiore dell’Aso, cura i propri vigneti e il proprio vino seguendo la migliore tradizione vitivinicola marchigiana. L’azienda produce anche un eccellente olio extravergine di oliva di categoria superiore DOP e ortaggi. Nel 2005 Giacomo, il più giovane della famiglia Centanni, a soli 19 anni è riuscito a trasformare il sogno dei suoi nonni in realtà: far diventare il loro raccolto di uva  un vino di alta qualità.

 

Il giovane imprenditore ha saputo coniugare con successo il sapere di famiglia legato alle tecniche tradizionali e le nuove tecnologie per realizzare una linea di  vini affinati solo in acciaio e custoditi in bottiglie dal tappo in vetro. Nel 2014 il loro vino di punta, il Pecorino, è stato  premiato.

Virginia Cuccioletta, Riccardo Zega, Angelo Piersanti, Sara Virgili, Matteo Perticarà

 

Giovane agricoltore in classe

Mercoledì 15 novembre 2017 abbiamo invitato a scuola Simone, un agricoltore di Monte Urano di 26 anni, per avere una testimonianza dal vivo del suo lavoro. Il suo amore per l’agricoltura gli è stato trasmesso dal nonno fin dall’età di 3 anni quando andavano insieme sul trattore.“Fare l’agricoltore è molto faticoso e particolarmente stancante, ma se ti rendi conto che questo lavoro ti piace, allora non sentirai più la stanchezza, diventerà una passione invece che un obbligo.” Così si presenta Simone. Egli ha incominciato a lavorare presto, sui 15/16 anni, continuando a studiare fino a laurearsi in agraria. Simone è convinto di questa scelta, lo soddisfa molto lavorare all’aria aperta, a contatto con la natura e con gli animali. Lavora in varie aziende delle Marche ed anche fuori regione. In zona Simone collabora molto con un’azienda di Capodarco nella quale si coltivano: grano, girasole, mais, spinaci, orzo, insalata, trifoglio, erba medica e favino. Soddisfatto del suo lavoro, pensando ad una futura famiglia, consiglierebbe ai suoi figli di seguire la sua strada, ma solo se loro fossero contenti di ciò. Lavorare in  campagna deve essere un piacere. Riportiamo per esteso alcune delle domande che abbiamo rivolto a Simone e la sintesi delle risposte.

1) Quali sono i segreti per diventare un bravo agricoltore?

I segreti per diventare un bravo agricoltore sono: la passione, la fatica, la preparazione e l’impegno.

2) Vorrebbe avere dei terreni suoi?

Vorrei avere terreni miei e una mia azienda; riuscirci è difficile, ma non impossibile.

2) I tuoi genitori ti hanno supportato in questa scelta?

All’inizio i miei genitori hanno avuto paura della mia scelta, poi si sono ricreduti vedendo i miei risultati e la mia serietà.

4) Spesso il lavoro dell’agricoltore è sottovalutato e poco apprezzato; cosa si potrebbe fare per valorizzarlo e per far capire che per noi è di vitale importanza?

Bisognerebbe far capire al Governo l’importanza dell’agricoltura, in modo che si stabiliscano regole economiche più favorevoli al lavoro dell’agricoltore.

La classe II A

 

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