EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

Count per Day

  • 150252Totale letture:
  • 3Letture odierne:
  • 11Letture di ieri:
  • 88Letture scorsa settimana:
  • 240Letture scorso mese:
  • 66598Totale visitatori:
  • 3Oggi:
  • 63La scorsa settimana:

“Vado a scuola” di Pascal Plisson

l film di Pascal Plisson è un documentario che parla di quattro bambini con un unico desiderio: ANDARE A SCUOLA ANIMATI DA UNA GRANDE CONSAPEVOLEZZA: CHE L’ UNICO MODO PER MIGLIORARSI E SOPRAVVIVERE ALLA POVERTA’ E’ SAPER LEGGERE E SCRIVERE

– Samuel, uno di questi ragazzi, mi ha colpito molto, perché, pur di apprendere, percorre otto chilometri spinto dai suoi fratelli più piccoli, in quanto disabile. Questo mi ha fatto molto riflettere, perché io con mia sorella litighiamo spesso, invece Samuel mi ha fatto capire che ci vuole pace, amore, per essere accolti ed andare avanti nella vita. Questo si può vedere anche quando il ragazzo arriva a scuola e i suoi compagni fanno di tutto per stargli vicino. Era un bambino molto amato. 

– Zahira percorreva quindici chilometri per raggiungere la scuola insieme ad altre compagne; queste dovevano attraversare le montagne ed il percorso era molto pericoloso; una volta arrivate in paese, chiedevano un passaggio, ma la maggior parte delle persone diceva loro: 
” Ma guarda tu con chi devo stare a perdere tempo!”. 
Questa frase fa capire che, anche nei paesi lontani, esiste l’arroganza, perciò se un giorno potessi cambiare qualcosa nel mondo questa sarebbe la prima. 
Zahira mi ha fatto capire il senso dell’amicizia; durante il viaggio, una delle sue amiche si ferisce e le altre due fanno di tutto pur di aiutarla. Così, ho capito il significato dell’amicizia “vera”, cioè aiutare le compagne nei momenti più difficili e dare loro consigli. 
Queste ragazze dormivano a scuola perché altrimenti avrebbero dovuto percorrere molti chilometri a piedi. L’ idea del dormitorio a me piace, perché penso che dormire con le mie amiche sarebbe una cosa stupenda, ma soprattutto divertente. 
– Jackson mi ha fatto molto compassione. La scena iniziale fa vedere proprio la sua immagine in un deserto che scava per cercare acqua da bere e da portare ai genitori per lavare i panni. 
Questo ragazzo non mi è sembrato molto amorevole nei confronti di sua sorella, perché la lasciava indietro e non le stava molto attento. Una scena che fa stare lo spettatore con il fiato sospeso è quando Jackson e la sorella vengono rincorsi dagli elefanti che era il loro ostacolo da superare. Per fortuna però si sono salvati. 
– Carlito, al contrario del precedente, teneva molto alla sorella tanto che la lasciava cavalcare il cavallo senza il consenso dei genitori. Questo mi ha fatto ripensare a tutte le volte che io e mia sorella ci siamo dette:
” Mi raccomando non lo dire a mamma”…
Durante una riflessione a scuola abbiamo paragonato questi personaggi a degli eroi  e in particolare ad Ulisse, perché anche lui, come Jackson, Zahira, Samuel e Carlito per raggiungere un obiettivo, dovette superare molti ostacoli.
I genitori appoggiavano molto i loro figli e desideravano che essi avessero un futuro migliore. L’ obbiettivo di Jackson era quello di diventare pilota; 
quello di Zahira era diventare dottoressa;
quello di Samuel era guarire i ragazzi come lui;
quello di Carlito era diventare veterinario.
Una frase che mi ha colpito molto e mi ha fatto meditare pronunciata da Jackson è:
“ Siamo venuti al mondo con niente e usciamo con niente.” 
Forse questo è sbagliato perché veniamo al mondo con niente, ma usciamo con un tesoro: conoscenze, amicizie e con una famiglia.
Le immagini di questa pellicola sono bellissime, la scenografia è fantastica perciò il film complessivamente è stupendo. Con questo film bisogna rendersi conto che per noi la scuola è un diritto e un dovere, mentre in Asia e in Africa è un’ opportunità riservata a pochi.

                                                   ALICE IACOPONI – 2 B

3 comments to “Vado a scuola” di Pascal Plisson

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>