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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Uscita didattica all’Azienda Centanni

Uscita Centanni ok

Nel bel mezzo delle colline di Montefiore dell’Aso si trova un’azienda con più di cento anni di gestione familiare.

Si tratta dell’azienda Centanni, specializzata nella produzione di vini della nostra fantastica regione: le Marche.

Noi ragazzi della 2°A, il 28 Febbraio 2018, ci siamo recati a Montefiore per continuare un progetto cominciato in prima media :“Vado a vivere in campagna”. Ad accompagnarci la prof.ssa Giacopetti,  la coordinatrice di questo progetto, l’immancabile e mitico prof. Marziali e la prof.ssa Sacchi.

Appena arrivati, siamo stati accolti da Giacomo, il proprietario, che ci ha accompagnati nella cantina dove ci ha spiegato come viene lavorato e poi prodotto il vino.

Prima di iniziare la vendemmia, vengono raccolti dei chicchi d’uva per verificare il grado di acidità e il livello di zucchero presente, utile  a determinare la futura percentuale di alcool nel vino. Successivamente incomincerà nei vigneti  la raccolta da parte degli operai, i quali metteranno i grappoli d’uva nei carretti per  trasportarli fino alla diraspatrice. Questa macchina dividerà il chicco dal raspo, in seguito l’uva verrà trasportata tramite dei tubi alla pigiatrice,  la quale schiaccerà il chicco formando il pigiato: un insieme di mosto e di bucce. Il raspo verrà poi utilizzato in quantità limitate come concime naturale per nutrire i terreni dei vigneti. A determinare il colore del vino è la buccia, infatti per fare del vino bianco si può usare l’uva rossa senza la buccia. Il mosto viene poi portato nelle cisterne, dove avviene la fermentazione grazie al lievito, una patina bianca presente sulla buccia del chicco. Il lievito trasformerà in circa trenta giorni lo zucchero presente nel mosto in alcool e  gas di fermentazione. A quel punto le bucce  andranno in superficie per formare il cosiddetto “cappello”; terminato il periodo della fermentazione, il liquido nelle cisterne verrà purificato attraverso dei filtri, dando vita al prodotto finale: il vino. Le bucce verranno portate in distilleria oppure vendute alle case farmaceutiche.

Appena finito il colloquio in cantina, ci siamo recati nel locale dove il vino viene invecchiato in botti di rovere; da lì siamo entrati nella “sala storica” dove l’azienda conserva gelosamente tutti i ricordi familiari legati all’attività, in particolare alcune bottiglie dedicate ai nonni ed aperte in occasioni speciali. Questa sala è la cantina dove i nonni, Primo e Delia, facevano il vino.

Conclusa la visita, i proprietari ci hanno accolto in un grande salone dove l’azienda vende i suoi prodotti. Ci ha colpito l’eleganza di alcune bottiglie che avevano il tappo di vetro, una caratteristica dell’azienda.

A questo punto Giacomo e la sua famiglia ci hanno offerto un bellissimo banchetto al quale ha partecipato anche il sindaco di Montefiore dell’Aso. Di fronte a noi una tavola imbandita di patatine, salami, prosciutti e bibite a volontà. Ringraziamo la famiglia Centanni per la loro cordialità e disponibilità ad accoglierci nella loro moderna azienda.

La mattinata si è conclusa con il ritorno a scuola e con una bottiglia piena di ricordi.

I ragazzi della 2°A

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