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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Un grido nella notte

ManorImprovvisamente si ode il rombo di un motore: un’auto imbocca una viuzza ghiaiosa, fino a raggiungere l’antico portone di un castello diroccato.

Ecco aprirsi lo sportello. Due scuri scarponi toccano terra provocando un leggero scalpiccio tra i ciottoli rocciosi. Sulla parete frontale del maniero appare il riflesso di un’ombra che, d’un tratto, scompare dietro lo scuro veicolo. È una figura esile, dall’altezza non ben definita, ormai prossima al grande portone. Sta per afferrare il battente …un ritocco, due rintocchi e la porta si apre, accompagnata da uno stridío agghiacciante, ma sull’uscio non si scorge nessuno.

La sagoma s’addentra tra le oscure e tenebrose mura. Mi avvicino di soppiatto per osservare meglio. Sento il sangue gelarsi all’interno delle vene, sono immobilizzata come se fossi trattenuta da qualcuno, forse dalla costante ansia che mi assale.
Continuo ad interrogarmi. Cerco di capire. Mille domande affollano la mia mente… “Di chi è quella misteriosa  sagoma?” “Cosa ci fa qui?” “Cosa faccio ora? Scappo? E se si accorge della mia presenza?”
Scorgo un riflesso di luna filtrare attraverso una vetrata in frammenti che va a colpire la strana figura. Ora è tutto più chiaro: indossa un paio di pantaloncini corti e la cosa mi sembra abbastanza curiosa, in una sera di novembre così gelida. Dalle maniche del maglione sbucano due piccole manine appese a polsi sottili. È un bambino. Mi giro di scatto attratta da un intenso bagliore di luce proveniente dalla scalinata principale, così prorompente da costringermi a tenere le palpebre socchiuse. Non si riesce a capire chiaramente cosa sia. Ecco che il chiarore comincia ad affievolirsi e si scorge una sagoma dallo strano aspetto, a metà tra il giovane e il vecchio, che rende difficile attribuirle un’età.
Improvvisamente lo spirito di luce inizia a percorrere a passo felpato la scalinata, aggrappandosi al corrimano in legno.
Il ragazzo lo insegue, forse per la curiosità di capire di che cosa si tratti e insieme scompaiono infiltrandosi nel retro di una parete.
Sono pervasa dalla brama di scoprire ciò che sta accadendo, ma ecco che odo un grido disperato nel cuore delle mura di quel cupo castello, un urlo struggente ed eclatante che si imprime nella mia mente come un’impronta nella sabbia.
Nonostante il timore mi divori come fa un leone dopo aver catturato la sua preda,  raggiungo precipitosamente la sommità delle scale e mi ritrovo in un salone gigantesco ornato da mosaici, arazzi e tendaggi scoloriti  dal tempo che continuano a manifestare la loro magnificenza esanime.
Sento dei brividi, ma non di paura, bensì provocati da un gelido spiffero d’aria .
Una delle vetrate è in frantumi. Sono molte le schegge di cristallo colorate che giacciono sul pavimento.
Mi avvicino con passo furtivo, schivando i frammenti per non calpestarli. Mi sporgo dalla piccola loggia che ospita il finestrone. Osservo la stradina sottostante, ma del bambino e dello spettro nessuna traccia.

 

Maddalena Desirèe Giusy, Murataj Alessia  (classe 2^B)

 

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