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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Terrore al liceo

arma“Faccio una strage!”: questa è la frase con cui un 16enne ha iniziato a diffondere terrore nella città di Grasse, in Provenza. Killian, figlio di un consigliere comunale, reputato uno studente con problemi psicologici, incapace di integrarsi e ossessionato dalle immagini violente che vedeva su Internet, si è lasciato completamente trascinare in un raptus di follia.

Qualche settimana fa ha varcato il portone scolastico del suo liceo, Tocqueville, con uno zaino in spalla che conteneva un fucile a pompa, due granate e un ordigno con polvere nera. Poco prima dell’ora di pranzo ha estratto il fucile e si è messo a girare nei corridoi aprendo le porte delle aule, come se stesse cercando qualcuno. Per caso si è scontrato con il guardiano della palestra, che ha tentato di farlo ragionare, ma ha dovuto retrocedere minacciato delle armi. Killian ha iniziato a sparare nonostante il preside e alcuni studenti cercassero di bloccarlo.

“Sembrava la scena di un film, ho visto i miei compagni insanguinati a terra”: il commento di uno degli amici delle 8 vittime, rimaste ferite.

Il preside è stato colpito bruscamente al braccio sinistro, tre adolescenti al viso, al torace e alle gambe ed altri quattro si sono feriti cadendo da un muro mentre cercavano di salvarsi dall’orrendo incubo. Grazie alle nuove invenzioni, la polizia e la gendarmeria sono stati avvisati dall’applicazione per smartphone SAIP che scatta in caso di attentati.

Un centinaio di uomini sono stati impiegati per cercare di diffondere la calma e neutralizzare l’aggressore che, senza opporre resistenza, si è fatto disinnescare l’esplosivo che aveva addosso.

È ancora sconosciuto il modo in cui sia potuto entrare in possesso di quelle armi e come sia riuscito ad infiltrarsi nella scuola senza farsi notare.

Si è detto che non si è trattato di un atto terroristico ma di una vendetta nei confronti di uno o più compagni con cui il ragazzo aveva dei pessimi rapporti. Nonostante questo, l’accaduto ha avuto grande risonanza in tutta la Francia, già inondata da un clima di terrore provocato dai diversi attentati che vi si sono verificati.

Killian non ha precedenti penali, ma le indagini forniscono informazioni sul suo gusto fanatico per la violenza. Infatti, conservava molte foto e video di massacri, fra cui la sparatoria del 1999 in un liceo del Colorado. Pochi giorni prima Killian aveva messo in rete un post raffigurante “Hatred”, il videogioco più violento del mondo in cui vince chi uccide più gente.

Purtroppo nella società di oggi non è né la prima né sarà l’ultima volta che succederanno fatti così violenti. Se ne può diminuire il numero solo se ogni Stato adotterà misure di sicurezza concrete soprattutto in rete. Ad esempio, c’è una sorta di sito web chiamato “tip welr” in cui è permesso l’acquisto di armi; altre fonti reperibili sempre sul web insegnano come costruire bombe o come fare al meglio una strage. Con questi strumenti a disposizione ogni individuo può mettere in atto un gesto terroristico e noi tutti, purtroppo, dovremmo convivere con la paura di essere attaccati.

Inoltre, quanto accaduto dovrebbe suggerire di limitare il più possibile il tempo dedicato ai videogiochi, in particolare a quelli violenti, che stanno sempre più influenzando le nostre menti.

La fascia d’età che va dai 14 ai 17 anni è considerata “difficile” per i ragazzi, in quanto si attraversa la fase dell’adolescenza, un periodo della vita in cui ci si allontana dai propri genitori per diventare adulti. Iniziano i primi litigi, le prime storie d’amore, non si accettano più i consigli, si inizia a bere, a fumare, ad andare nei locali, ma soprattutto pensiamo che i ragazzi inizino a dare molta importanza ai rapporti con gli amici e all’appartenenza a un gruppetto che li renda popolari. Killian era in pessimi rapporti con alcuni dei suoi compagni e questo potrebbe spiegare un po’ il suo atteggiamento irritato e l’esagerata rabbia all’origine del suo gesto; in realtà, il ragazzo è risultato avere seri problemi psicologici e secondo noi in questi casi i genitori avrebbero dovuto prestare più attenzione ai segnali di malessere e di aiuto che sicuramente il figlio lanciava.

 

Sofia Pirro, Alessandro Sgattoni, Leonardo Gezzi, Aldino Kanaj IIIC

 

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