EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

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Squid Game: dalla finzione alla tragica realtà

di Valentina Rizzo e Riccardo Felici

Squid Game è la nuova serie televisiva coreana prodotta da Netflix che, ormai da settimane, è al centro di grandi polemiche.

Si tratta di contenuti vietati ai minori di quattordici anni, tuttavia molti ragazzini, avendo scaricato questa piattaforma su cellulari e tablet, incuriositi dalla grafica simile a quella di un videogame, hanno iniziato a seguire i vari episodi estremamente violenti e diseducativi, poiché basati su apparenti giochi di squadra come il tiro alla fune, il gioco delle biglie ed altri giochi coreani molto popolari, in cui chi perde muore, mentre chi vince ottiene un’elevata somma in denaro.

Addirittura, in alcune scuole del Belgio, dei bambini sono tornati a casa con lividi sia sul volto che sul corpo, provocati da compagni di classe che riproducevano, attraverso il gioco, i meccanismi presenti nella finzione cinematografica.

È evidente che al di sotto di una certa fascia d’età, i minori non hanno la capacità di separare la finzione dalla realtà, finendo per imitare comportamenti pericolosi per sé stessi e per il prossimo.

Compito degli adulti resta quindi quello di proteggere e controllare quanto viene visto, attraverso gli strumenti digitali, dai propri figli nell’apparente tranquillità delle mura domestiche.

Valentina Rizzo e Riccardo Felici 1^B

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