EDITORIALE

Questo periodo dell’anno rappresenta un momento molto importante per noi alunni delle classi terze, infatti ci troviamo a compiere per la prima volta una scelta decisiva per il nostro futuro: individuare la scuola superiore in cui coltivare e portare avanti i nostri sogni e progetti, diventando dei giovani preparati e responsabili. Ovviamente, non per tutti è facile comprendere fin da subito quello che piace veramente svolgere nella vita, infatti solo pochi privilegiati lo sanno fin da piccoli ed hanno un proprio sogno da realizzare. E’ una scelta determinata da molti fattori e, grazie all’attività di orientamento proposta dalla nostra scuola, abbiamo scoperto meglio i nostri interessi, spesso molto diversi da quelli che erano i nostri sogni e desideri vissuti da piccoli. A scuola ci sono stati offerti degli incontri con un’ orientatrice che, oltre ai test con le crocette, ci ha fatto svolgere delle attività volte ad una maggiore conoscenza di noi stessi. Queste ultime ci hanno fatto capire i nostri interessi e i nostri talenti. In base a questo percorso, abbiamo compreso che i consigli dati dai professori o dai nostri genitori e soprattutto la scelta fatta dagli amici non ci devono influenzare o comunque possono servire, ma soltanto ragionando con la nostra mente ed in modo assolutamente autonomo. L’orientamento ci ha fatto capire che la scelta della scuola è qualcosa che oggi si può definire solo in parte e dobbiamo ancora lavorare sodo su noi stessi, poiché il nostro percorso di crescita non avrà mai fine. Anche dopo aver terminato la scuola, indipendentemente dal percorso che scegliamo e dal lavoro che intraprendiamo, dobbiamo continuare a conoscere noi stessi per migliorare le nostre capacità. Ci ritroveremo in un istituto nuovo, con facce sconosciute e perciò dovremo ricominciare tutto da capo: in fondo ogni inizio è esaltante, ma allo stesso tempo ci trasmette ansia e paura. É come iniziare una nuova vita nella quale molte volte è difficile integrarsi con il gruppo classe, soprattutto per le persone timide. La scuola media è il passaggio dall’essere un bambino a un adolescente. Speriamo che ognuno alunno trovi davvero la scuola adatta a sé stesso e che nei prossimi anni riesca ad abituarsi ad ogni tipo di cambiamento.

       Samije Muaremi 3^C

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Se i Grandi della Terra ci dessero ascolto…

In questi giorni il mondo è in apprensione per le tensioni tra RUSSIA e UCRAINA.

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La Russia, infatti, con il referendum indetto pochi giorni fa si è annessa la Crimea, una penisola dell’Ucraina, facendo leva sul fatto che i cittadini di questa area, in maggioranza russi, volevano passare sotto il governo di Putin. La Crimea e Sebastopoli si sono dichiarate congiuntamente uno stato indipendente e sono stati integrati così nella Russia come stati federali.

L’Ucraina e la maggior parte della comunità internazionale non riconoscono le pretese della Russia e considerano i governi filo-russi di Crimea e Sebastopoli illegittimi.

 Il Presidente degli Stati Uniti ha sfidato quello russo: se non si ferma, il resto del mondo è pronto a reagire. L’Alleanza Atlantica sta già «preparando piani» per difendere i Paesi europei, mentre anche la Ue si è dimostrata unita nell’essere disposta ad adottare sanzioni anche più dure se Mosca ripeterà lo schema della Crimea nelle regioni meridionali e orientali dell’Ucraina.

Barack Obama ha invitato Vladimir Putin ad abbandonare le tentazioni di guerra fredda perché il resto del mondo è pronto a sostenere la sfida.

Noi ragazzi temiamo che lo scontro aperto possa portare ad un conflitto, che sarebbe molto pericoloso perché potrebbe trasformarsi in una nuova guerra mondiale coinvolgendo le maggiori potenze della terra.

Queste potenze possiedono sia la bomba atomica che la bomba H (a idrogeno) e, se le usassero, potrebbero provocare la distruzione del pianeta.

Secondo noi, la guerra non serve a nulla e si deve cercare in ogni modo di evitarla attraverso il dialogo e la diplomazia, perché, oltre a procurare perdite umane, danni materiali e notevoli problemi economici ai Paesi coinvolti, comporta anche disagi psicologici a chi ha partecipato ai combattimenti o alla popolazione che ha assistito a questi terribili eventi.

Ci piace ricordare il messaggio di madre Teresa di Calcutta alla vigilia della Prima guerra del Golfo, in cui supplicava coloro che avevano il potere di decidere di ripensarci e di evitare ad ogni costo la guerra, scegliendo la via della PACE. In quel caso il messaggio non fu ascoltato, ma noi ragazzi speriamo che questa volta sarà diverso e che i Grandi della Terra ascoltino la nostra supplica.                                         

                                      Francesco Di Marco, Ez Zhari Mohamed, Francesco Fortuna, Andrea Santini (3^ C)

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