EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

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Santa Croce, tra storia e leggenda

di Mattia Cipolletti

Martedì 27 ottobre, noi alunni delle seconde medie ci siamo recati in visita presso la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti.

Attraverso una stradina di campagna, in un’atmosfera brumosa, tipicamente autunnale, il nostro pullmino si è fermato in uno spiazzo, dinanzi al quale si staglia l’edificio romanico, in perfetta armonia con la dolcezza del paesaggio marchigiano.

Subito abbiamo conosciuto Manfredo Longi, fondatore dell’Associazione Santa Croce ed esperto conoscitore della storia locale per il periodo medievale.

Entrati all’interno della basilica, ammutoliti dalla bellezza austera e senza tempo di quelle architetture, Manfredo, col suo racconto, ci ha accompagnati in un viaggio nella storia, precisamente all’epoca dell’imperatore Carlo il Grosso, nipote di Carlo Magno. 

La leggenda narra che Lotario, un giovane cavaliere ascolano, si innamorò di Imelda, la figlia di un ricco feudatario del posto. Quest’ultimo, contrario al legame tra i due giovani, rinchiuse la figlia in convento. Per la tristezza, Imelda si ammalò e si lasciò morire d’inedia.

Lotario, in preda alla rabbia, dapprima uccise in un’imboscata il padre della fanciulla amata, successivamente, pentito per quel gesto, scappò e si rifugiò proprio nell’area dell’abbazia, divenendo inizialmente un monaco eremita.

Intraprese da solo la costruzione dell’abbazia,  infatti solo successivamente, intorno  a lui, si costituì un piccolo gruppo di religiosi, grazie ai quali sorse, a mano a mano, il complesso architettonico.

Storicamente, la nascita della struttura romanica si colloca nel IX secolo d.C., quando un gruppo di monaci si stanziò nel luogo in cui sorgeva una piccola struttura paleocristiana, sulla quale venne realizzata la chiesa romanica. 

Dai documenti dell’epoca sappiamo che Teodosio, vescovo di Fermo, decise di consacrare l’abbazia, in presenza di circa venti vescovi e dell’imperatore Carlo III il Grosso ,nipote di Carlo Magno, a cui l’abate giurò fedeltà. 

Della basilica facevano parte campi coltivati, stalle ed una foresteria, grazie alla quale potevano essere soccorsi e curati i guerrieri feriti in battaglia.

Il Basso Medio Evo fu per Santa Croce un periodo di decadenza, durante il quale, il vescovo Filippo, protettore di quella realtà, venne scomunicato. La comunità avrebbe dovuto lasciare l’abbazia per andare a Fiastra, ma non lo fece fino all’arrivo dell’esercito mandato dal Papa. 

Dopo l’abbandono, questa struttura non fu più frequentata da religiosi per diversi secoli, fino agli anni Settanta  del ‘900, quando poi la famiglia Berdini entrò in possesso della struttura, oggetto di restauro sul finire degli anni Novanta. 

Tutta questa narrazione avvincente e ricca di aneddoti ci ha consentito di trascorrere una mattinata ricca ed utile a livello didattico. Conversare con Manfredo è stato sicuramente un modo efficace e divertente per catapultare noi ragazzi nel mondo medievale e tutto questo grazie ad un luogo carico di storia e di mistero, a due passi da Monte Urano.

Mattia Cipolletti 2^C

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