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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Natale ma non per tutti

imagesGSD6RT3NTra meno di un mese sarà Natale. Te l’immagini uguale per tutti i bambini, con i regali sotto l’albero e tutto il resto, ma c’è anche chi fa fatica a guardare oltre l’oggi e un Natale come si deve non lo vede proprio. Famiglie senza lavoro e senza casa per cui ci sarà poco da festeggiare.

E’ la storia di Paola, arrivata dall’Argentina qualche anno fa, 4 figli tra i 14 e i 2 anni.

“Siamo stati un po’ di tempo qui e poi abbiamo tentato di ritornare in Argentina, ma laggiù è ancora peggio, non ci sono prospettive per noi. Siamo rientrati in Italia da poche settimane, mio marito è cittadino italiano come il suo bisnonno, che è  emigrato in Argentina. Siamo qui per dare un futuro ai nostri figli, ma non è davvero facile: nessuno, purtroppo, ci tende una mano”.

Per adesso sono appoggiati a casa di un amico, ma non si può restare per sempre in maniera provvisoria.

“Sappiamo che ci sono alloggi popolari che non sono occupati, sappiamo che ci sono le possibilità per fare qualcosa eppure non ci si riesce.”

Un viso preoccupato e tirato, il sorriso di chi vuole comunque reagire per quei bambini che aspettano una buona notizia: “Mio marito sa fare tante cose, vorremmo solo avere un’occasione per cavarcela da soli. Ho fatto la spola ai servizi sociali del Comune, ma non hanno mai buone notizie per noi. Ma quelle case che sono vuote perchè restano così? Che senso ha?”

Un sistema, quello delle case popolari, che è sempre più distante dalle persone, che tiene case chiuse e graduatorie bloccate, che sa di inquilini che vivono altrove e subaffittano e non riesce a sanare situazioni colme di dolore e di bimbi che aspettano un Natale come tutti gli altri.

Benedetta Agostini (1^A)

2 commenti per Natale ma non per tutti

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