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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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L’unione fa la forza

images9721FQBR“Driiiiin!” Suona la prima campanella ed entra la professoressa di italiano con a fianco un bambino.

 “Buongiorno! Lui è Pavel. Si è trasferito nella nostra città da un Paese lontano, quindi non parla ancora bene la nostra lingua” annuncia .

Tutta la classe punta gli occhi su di lui. Vedono un ragazzino alto e magro con una tuta nera un po’ consumata; la carnagione chiara mette in risalto due occhioni scuri, vispi e allegri.

“Pavel, vai a sederti lì” gli suggerisce l’insegnante indicandogli un banco libero.

Pavel è desideroso di farsi nuovi amici, dato che non conosce nessuno, ma tutti sono un po’ diffidenti e non osano avvicinarsi a lui.

Finite le lezioni gli alunni si precipitano fuori. Nel corridoio Gianni, Carlo e Piero, i tre bulli della scuola, urtano Pavel e gli fanno l’occhiolino; poi, senza dirgli nulla escono.

“Ei, ragazzino!” urlano i tre a Pavel che pensa: “Finalmente dei ragazzi che vogliono giocare con me!” e gli si avvicina.

“Tu sei nuovo?” gli chiedono.

“Sì, sono nuovo.” risponde il bambino timidamente.

“Che ne dici se per conoscerci meglio ci ritroviamo al parco alle 16:00?” gli chiede Gianni, il capo della banda, con un sorrisino. Pavel, tutto contento, accetta.

Il pomeriggio, dopo aver terminato i compiti, si reca al parco e già immagina il bel pomeriggio che passerà giocando e facendo nuove amicizie; aspetta ore ed ore ma non arriva nessuno, né Gianni, né Carlo né Piero. Il bambino torna a casa triste e deluso.

Il giorno seguente, appena entra a scuola, i tre bulli gli buttano lo zaino per terra, gli rubano i soldi con cui deve comprare la merenda e lo prendono in giro davanti a tutti i suoi compagni che, per paura di finire in qualche pasticcio, non denunciano il fatto ai professori. Pavel lo vorrebbe riferire ad un insegnante ma sia per paura, sia per mancanza di prove e di testimoni, non lo fa; così per molto tempo è costretto a sopportare queste violenze fino a quando un giorno Gianni, Carlo e Piero cercano di rubare il pacchetto di figurine nello zaino di un suo compagno di classe.

Pavel, che li vede mentre svolgono quest’operazione, senza pensarci due volte gli si avventa contro, gli strappa le figurine dalle mani e corre dall’amico per restituirgliele.

I ragazzini presenti alla scena capiscono dal suo gesto che sono stati degli sciocchi a non aiutarlo.

Un gruppetto si dirige dal preside e gli racconta ciò che sta subendo Pavel.

Il dirigente punisce i tre prepotenti assegnando loro il compito di aiutare, durante la ricreazione, il ragazzino ad imparare meglio la nostra lingua e a fargli conoscere nuovi amici.

In questo modo Pavel non si sente più solo ma apprezzato da tutti: conoscendolo meglio i compagni capiscono che è un bambino intelligente, simpatico e che è molto bravo a giocare a calcio, tanto che tutti lo vogliono nella propria squadra. Ora Pavel è felice ed ha un sacco di amici.

Penso che il contenuto di questa storia dimostri che il bullismo è un bruttissimo fenomeno da combattere con ogni mezzo, meglio se uniti.

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Giorgia Preni (1^ A)

5 commenti per L’unione fa la forza

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