EDITORIALE

Questo periodo dell’anno rappresenta un momento molto importante per noi alunni delle classi terze, infatti ci troviamo a compiere per la prima volta una scelta decisiva per il nostro futuro: individuare la scuola superiore in cui coltivare e portare avanti i nostri sogni e progetti, diventando dei giovani preparati e responsabili. Ovviamente, non per tutti è facile comprendere fin da subito quello che piace veramente svolgere nella vita, infatti solo pochi privilegiati lo sanno fin da piccoli ed hanno un proprio sogno da realizzare. E’ una scelta determinata da molti fattori e, grazie all’attività di orientamento proposta dalla nostra scuola, abbiamo scoperto meglio i nostri interessi, spesso molto diversi da quelli che erano i nostri sogni e desideri vissuti da piccoli. A scuola ci sono stati offerti degli incontri con un’ orientatrice che, oltre ai test con le crocette, ci ha fatto svolgere delle attività volte ad una maggiore conoscenza di noi stessi. Queste ultime ci hanno fatto capire i nostri interessi e i nostri talenti. In base a questo percorso, abbiamo compreso che i consigli dati dai professori o dai nostri genitori e soprattutto la scelta fatta dagli amici non ci devono influenzare o comunque possono servire, ma soltanto ragionando con la nostra mente ed in modo assolutamente autonomo. L’orientamento ci ha fatto capire che la scelta della scuola è qualcosa che oggi si può definire solo in parte e dobbiamo ancora lavorare sodo su noi stessi, poiché il nostro percorso di crescita non avrà mai fine. Anche dopo aver terminato la scuola, indipendentemente dal percorso che scegliamo e dal lavoro che intraprendiamo, dobbiamo continuare a conoscere noi stessi per migliorare le nostre capacità. Ci ritroveremo in un istituto nuovo, con facce sconosciute e perciò dovremo ricominciare tutto da capo: in fondo ogni inizio è esaltante, ma allo stesso tempo ci trasmette ansia e paura. É come iniziare una nuova vita nella quale molte volte è difficile integrarsi con il gruppo classe, soprattutto per le persone timide. La scuola media è il passaggio dall’essere un bambino a un adolescente. Speriamo che ognuno alunno trovi davvero la scuola adatta a sé stesso e che nei prossimi anni riesca ad abituarsi ad ogni tipo di cambiamento.

       Samije Muaremi 3^C

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L’acqua un bene prezioso

di Riccardo Cappella

Nel corso del mese di Marzo, in scienze ci siamo occupati dell’acqua, studiandone le caratteristiche e la composizione. Questo interessante studio è poi confluito in dei lavori di gruppo e dei cartelloni. Ripercorriamo quanto appreso in classe, in questo breve contributo.

L’acqua è una risorsa preziosa e vitale, non inesauribile che va risparmiata e usata con accortezza da tutti. Tre sono gli stati di aggregazione dell’acqua: solido (ghiaccio), liquido (acqua), gassoso (vapore acqueo).

La formula chimica dell’acqua H2O ci dice che ciascuna molecola d’acqua è formata da due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno. L’acqua può essere dolce o salata: di tutta l’acqua presente nel nostro Pianeta, il 97% è salata ed è raccolta negli oceani; il 3% è dolce ed è contenuta in ghiacciai, acque di superficie (fiumi, laghi, stagni) e acque sotterranee.

L’acqua è un buon solvente perché è in grado di sciogliere sali: questi si trovano disciolti nei vari tipi di acqua dell’idrosfera. In base al grado di salinità, cioè al contenuto di sali disciolti, le acque si classificano in: ipersaline, saline, salmastre, dolci.

Ne deriva quindi che anche le acque dolci contengono piccole quantità di sali.

L’acqua del nostro pianeta viene usata nei seguenti modi: il 14% per uso domestico, il 20% per uso industriale, il 66% per l’agricoltura.

In molte zone del nostro pianeta l’acqua scarseggia. Fra i Paesi in cui manca l’acqua troviamo: Africa del nord, Africa del sud, America centrale. Asia del sud.

Per questo motivo bisogna stare molto attenti quando si utilizza l’acqua, in particolare bisognerebbe:

  • chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci si lava i denti;
  • preferire la doccia ad un bel bagno caldo;
  • riutilizzare l’acqua quando è possibile (ad esempio riutilizzare l’acqua con cui si è stata lavata la frutta o la verdura per annaffiare le piante);
  • stare attenti alle rotture delle tubature e alle perdite d’acqua in casa;
  • impiegare meno tempo possibile per lavarsi le mani.

Riccardo Cappella, 1^C

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