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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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La bambina misteriosa

bambinaIn un quartiere periferico di Parigi, durante una tranquilla sera d’ estate, dei ragazzini stavano giocando a nascondino in un parco appartato.

Il più grande, Laurent, contava velocemente fino a cinquanta, appoggiato ad un secolare albero di quercia, mentre i suoi amici scappavano per garantirsi un nascondiglio sicuro.

Uno dei ragazzi, Charle, pensava:”Dove potrò mai nascondermi? I posti migliori sono già stati occupati !”.

Ultimata la sua conta, Laurent si girò di scatto e disse:” Ora vengo a cercarvi!”. Nel parco regnava un silenzio tombale. La decisione di Laurent di dirigersi verso destra, nei pressi di un cespuglio, fu causata dalla vista degli occhi luminosi di un gatto nero, il quale, sfrecciato via alla velocità della luce, lasciava presagire che proprio lì dietro ci fosse nascosto qualcuno.

Laurent partì dalla quercia con passo sostenuto ma, più si avvicinava al cespuglio, più la paura gli saliva in gola e, rallentata la velocità, si pose all’ascolto di ogni minimo fruscio pensando tra sé e sé : ”Che paura! Perchè c’è tutto questo silenzio?”.

Il buio, nei pressi del cespuglio, era più cupo di ogni altra zona del parco e, mentre allungò il collo per scorgere qualcosa, un brivido percorse rapidamente il suo corpo dalla punta dei piedi fino ai capelli.

In mezzo al buio vi era qualcosa che emanava una luce abbagliante: era una bambina che risplendeva sia nel corpo, sia nel vestito. Tra le sue braccia teneva una bambola che stringeva forte al petto.

Laurent le chiese: ”Chi sei bambina? Ti sei persa?”. Lei non rispose, gli sorrise e, con un’agilità sorprendente, incominciò a camminare davanti a lui ma i piedi non toccavano terra: sembrava trasportata dal vento.

Di tanto in tanto la bimba si voltava per osservare se Laurent la seguiva ancora. Finalmente arrivarono davanti ad una bellissima villa dalla quale entravano ed uscivano bambini luminosi come lei. Essi si divertivano facendo mille giochi nel giardino che circondava l’abitazione e dicevano : ”Yuppie! Che bello! Che gioia!”.

Laurent si mise a giocare con loro. Ne afferrò uno per mano, ma si accorse di stringere aria: quei bambini non erano fatti di carne e di ossa. Erano dei fantasmi!

All’improvviso, alle loro grida festose, si unirono i nitriti, sempre più accentuati, di un gruppo di cavallli “ Pegaso”. Erano bianchi e bellissimi.

Molti bimbi sembravano aspettarli: salirono su di essi e scomparvero all’orizzonte.

Dall’abitazione uscì una donna bellissima, vestita di bianco, che disse a gran voce:” Venite qui, bambini”. I suoi capelli erano dorati e le scendevano sul petto e sulle spalle.

I bambini l’attorniarono e le fecero festa. Lei abbracciava ora l’uno, ora l’ altro e li ricopriva di baci. Laurent avrebbe voluto essere al posto di quei bimbi per avere la loro gioia.

Ad un tratto tutto scomparve: casa, giardino, bambini e donna.

La gioia di Laurent si dileguò. Egli si ritrovò nel parco dove stava giocando con i compagni. Tutti lo stavano cercando e, quando lo videro, lo abbracciarono contenti e gli dissero:”Ma dove eri finito? Ti abbiamo cercato ovunque! Ormai non speravamo più di trovarti!”.

Né Laurent né i compagni riuscirono a capire cosa fosse successo.

SANTARELLI FEDERICO-LAVIERO GIUSEPPE (2^B)

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