EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

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INTERVISTA A LUIGI XIV, IL “RE SOLE”

di Mattia Cipolletti

Ho deciso di intervistare “virtualmente” Luigi XIV, re di Francia dal 1643 al 1715,personaggio che mi ha estremamente incuriosito per le sue gesta.

Ecco a voi l’intervista:

Re Luigi, sappiamo tutti che non ha avuto un’infanzia molto facile…Cosa ricorda di quel periodo? “Sono dovuto scappare e lasciare Versailles quando avevo a mala pena due o tre anni e questo mi ha fatto pensare sin da subito che il parlamento, che si era imposto alla volontà di mio padre, avrebbe ostacolato in tutti i modi  il sogno di realizzare una monarchia assoluta”.

“Una volta divenuto sovrano, cosa le ha fatto scegliere il sole come simbolo?” Sicuramente il sole è il simbolo di grandezza ed è il corpo celeste più vicino a Dio, il quale mi ha scelto personalmente per guidare la Francia”.

Cosa l’ha spinta a dire la storica frase “Lo stato sono io!?”
Come ho già detto è stato Dio a scegliermi per guidare la Francia e non posso deluderlo! Ho dovuto cercare in ogni modo di dimostrare la mia potenza, al punto da eliminare il parlamento, che era già d’intralcio e che ai miei occhi sembrava solo il simbolo della debolezza dello stato” .

“A questo proposito, come era  la sua vita all’interno della Reggia di Versailles?” “Anche la reggia è stata fatta costruire per simboleggiare il mio potere, infatti basta sapere che era all’ordine del giorno avere come ospiti almeno cinquemila nobili e altrettanti condottieri di eserciti o sottomessi. Per quanto riguarda la mia vita di tutti i giorni, vengo svegliato alle otto da un valletto e altri nobili accorrono per indossare la camicia, allacciarmi gli stivali e spruzzare il profumo, infatti la doccia è considerata come qualcosa di nocivo e se aspetto ospiti, li incontro nella colture delle arance per camuffare il mio odore. Oltretutto per evitare che gli ospiti possano vedere i miei capelli, faccio indossare ai miei valletti delle parrucche.”

“Come si pongono i sudditi nei suoi riguardi?” “Credo che i miei sudditi mi amino, nonostante la difficile situazione economica che stanno vivendo. Penso altrettanto che quando sarà la mia ora, vivranno tutti  un lungo lutto e mi ricorderanno come il più importante dei Re di Francia”.

Con queste parole si chiude l’intervista ad uno dei personaggi storici più rappresentativi dell’età moderna.

Mattia Cipolletti, 2^C                                                                           

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