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EDITORIALE

Si ricomincia!
Siamo pronti per trascorrere un nuovo anno scolastico tutti insieme e, quando dico tutti insieme, … intendo proprio tutti!
Anche per l’anno scolastico 2017-2018 si sono aperte di nuovo le braccia della Scuola Primaria Don Lorenzo Milani per accogliere tutti i suoi figli, i piccoli si sa, e noi, i grandi!
Se gli spazi per i piccoli sono veramente ristretti, che dire di noi che a malapena “entriamo nei banchi”? A volte dobbiamo fare qualche piccola rinuncia, però al giornalino non vogliamo rinunciare!
Il nostro giornalino sta proprio a ribadire che la Scuola Media Giacomo Leopardi va avanti come sempre, più forte di prima. Vogliamo ripartire valorizzando questa iniziativa con una nuova veste grafica e modificando alcune categorie che ci sembravano non aver incontrato l’interesse dei nostri lettori.
Ad ogni categoria è associato un logo ed era necessario idearne 4 nuovi che sostituissero le icone precedenti.
Questo compito è stato affidato ai ragazzi delle classi prime i quali si sono impegnati al massimo. Sono state scelte le proposte dei seguenti alunni:
1^A Diomedi Elena per il logo n.6 (Categoria: Scendiamo in campo)
1^B Petrini Chantal per il logo n. 7 (Categoria: Mi piace ascoltare…)
1^C Giulia Cicchini per il logo n.2 (Categoria: Alunni in azione)
1^D Malintoppi Alice per il logo n.8 (Categoria: Si parte!)
Ci congratuliamo per la creatività che hanno dimostrato, regalando al giornalino una nota di colore e vivacità.
Ora abbiamo veramente tante rubriche, nelle quali possiamo inserire i nostri commenti, le opinioni, le passioni di noi ragazzi, ciò che abbiamo fatto a scuola e vogliamo condividere, e tanto altro… insomma, se vogliamo spazio per scrivere ce n’è, per tutti.
Vi presento subito i miei stimabili “colleghi”, i caporedattori, quelli che hanno il compito di raccogliere gli articoli che vorrete scrivere e di aiutarvi in questa entusiasmante esperienza: Del Prete Christelle, Postacchini Luca, Armini Ciro, Maddalena Desirè Giusi, Tirabassi Sabrina, Cicchini Giulia, Fabi Diego, Smerilli Mirco, Malintoppi Alice, De Santis Martina.
E … ora sì … siamo veramente pronti!
Buon inizio a tutti noi!
Cecilia Vesprini

Attualmente

attualmente

Alunni in azione

alunni in azione

Vi racconto

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Le prime rime

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Piccoli grandi lettori

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Scendiamo in campo

Mi piace ascoltare

mi piace ascoltare

Si parte!

si parte

Ridiamoci su

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Il risveglio dell’Etna

Etna

Il 16 marzo, nella zona di uno dei crateri dell’Etna, dieci persone sono rimaste ferite nel corso di un’esplosione, colpiti da materiale lavico. Fortunatamente nessuno è stato ferito gravemente, ma per il gruppo composto da italiani e stranieri sono stati attimi di terrore.

Per gli esperti si tratta di una “esplosione freatomagmatica”, conseguenza del contatto della lava con un blocco di neve. Delle pietre sono volate in aria e hanno colpito i turisti che si trovavano nei pressi del vulcano.

Sul posto c’erano la polizia, il corpo forestale della regione siciliana, le guide alpine della Guardia di finanza. Sono state sette le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche in diversi ospedali per contusioni e traumi, soprattutto cranici.

Sul posto c’era anche Umberto Marino, presidente della sezione locale del Club Alpino Italiano: “Ero cento metri sotto alle 11,30 circa: ho visto scendere il gruppo che ci precedeva. Alcuni erano feriti alla testa, un uomo sembrava avere una spalla lussata, ma per fortuna nessuno sembrava in condizioni gravi. A quell’altezza ci si può arrivare solo con le guide”.

Prosegue intanto l’eruzione dell’Etna cominciata con delle esplosioni dal nuovo cratere di sud-est. Oltre all’attività sulla zona sommitale del vulcano sono presenti due colate laviche. La più recente si è originata da una bocca effusiva che si è aperta dalla base del nuovo cratere e che si dirige verso la Valle del Bove.

Secondo gli studiosi, quest’esplosione è avvenuta anche a causa delle varie scosse sismiche che si sono svolte a partire dalla fine di agosto, nella zona centrale del territorio italiano.

Per noi quest’esplosione è stata un po’ inaspettata, perché non pensavamo che fosse tanto pericoloso, pur sapendo che è ancora attivo e che questo significa che non dobbiamo mai abbassare la guardia. Speriamo che l’eruzione finisca presto e che non crei troppi problemi a turisti e cittadini, anche se lo spettacolo che l’Etna offre è certamente straordinario.

Widade El Maari, Giulia Pierbattista, Denisa Necula, Cristina Ruggeri (3^C)

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