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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Gli oceani si stanno riscaldando troppo?

riscaldamento-globale

L’aumento del volume dei mari e degli oceani è dovuto alla dilatazione termica dell’acqua, che nei prossimi anni crescerà ancora di 30 centimetri.
Le condizioni climatiche sono peggiorate dall’ultima analisi fatta dagli studiosi e la temperatura delle acque purtroppo si alzerà alla fine del secolo.

L’acqua, come qualsiasi liquido, si dilata con l’alta temperatura. La mancanza dei dati del riscaldamento globale aveva fatto sottostimare la potenzialità del riscaldamento marino. Oggi, grazie ai circa 4 milioni di boe dislocate nei vari mari e negli oceani che catturano le modifiche dell’acqua, abbiamo le informazioni necessarie per valutare gli effetti del riscaldamento, che confermano che gli oceani si stanno dilatando più velocemente del previsto.
Inoltre, se le acque degli oceani diventano più calde, si verificheranno tempeste e uragani più forti e precipitazioni più intense, che andranno ad alimentare ulteriormente il livello dei mari.
Agli effetti della dilatazione termica bisogna aggiungere l’aumento del livello dovuto allo scioglimento dei ghiacciai continentali come conseguenza dei cambiamenti climatici, causati dall’attività solare, dall’aumento dei gas serra in atmosfera, dal metano e dalla deforestazione. Questi cambiamenti hanno fatto sciogliere l’accumulo di nevi perenni: infatti il Kilimangiaro ha perso l’83% del suo ghiacciaio!
Cosa possiamo fare per evitare che le condizioni della Terra peggiorino ancora? Proviamo a porci questa domanda per riflettere su come anche le nostre azioni quotidiane possano incidere sul surriscaldamento globale.
Tasnim Khoulkhal (1^C)

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