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EDITORIALE

Eccoci qua, ormai nell’anno scolastico 2018-2019, pronti a ricominciare a scrivere articoli per il nostro giornalino on line, anche se con un po’ di ritardo e la primavera è già arrivata.
Noi siamo sempre qua, ancora ospiti nei locali della scuola primaria e in attesa che venga costruita la nuova sede della scuola media. In realtà, poco tempo fa è stato inaugurato un modulo che ci è stato donato dopo il terremoto, dove abbiamo a disposizione un laboratorio informatico ed uno scientifico, che per fortuna ci consentono di avere qualche spazio in più a disposizione per le nostre attività didattiche.
In redazione ci siamo noi dell’attività alternativa all’IRC (classi 1^C e 1^D), ma chiunque tra i banchi della nostra scuola può contattarci e chiederci di collaborare scrivendo un suo articolo, che saremo ben lieti di pubblicare.
Noi siamo pieni di molte idee da tradurre in notizie che intendiamo proporvi. Speriamo che queste vi piacciano, perché ci abbiamo lavorato con tanta passione e impegno, e che interveniate numerosi con i vostri commenti.
Tasnim Khoulkhal e Giulio Cai

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Vi racconto

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Le prime rime

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Scendiamo in campo

Mi piace ascoltare

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Si parte!

si parte

Ridiamoci su

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Charles Baudelaire, Il nemico

                

La mia giovinezza non fu che un tenebroso uragano,

traversata qua e là da soli splendenti;

la pioggia e il tuono hanno fatto un tale scempio

che pochi frutti vermigli restano nel mio giardino.imagesPNRFJTKU

Eccomi arrivato all’autunno delle idee,

e occorre lavorare di pala e di rastrello

per rimettere in sesto l’inondato terreno

dove l’acqua scava buche grandi come tombe.

Chi sa se troveranno, i nuovi fiori che sogno,

in questa terra lavata come una nuda riva

il mistico alimento che fa il loro vigore?

-O dolore, o dolore, il Tempo divore la vita

e l’oscuro Nemico che ci corrode il cuore

col sangue che perdiamo cresce e si fortifica!

                    

“La mia giovinezza non fu che un tenebroso uragano”: così inizia la poesia di Charles Baudelaire intitolata “Il Nemico”.

La poesia, tratta dall’unica edizione pubblicata con la raccolta di tutti suoi scritti, “Les fleurs du mal”, parla del nemico principale del poeta: la vita, che per il poeta era un peso che impediva il raggiungimento della felicità.

Le quattro strofe di questa poesia possono ricondursi approssimativamente alla sua vita:

la prima strofa fa riferimento alla sua giovinezza che paragona ad un uragano, che di tanto in tanto lascia intravedere uno squarcio di cielo. I lutti e le sofferenze sono state le compagne della sua adolescenza, dalla morte del padre al matrimonio della madre Caroline con il generale Aupick, di cui vorrebbe fare un uomo rispettoso e diligente;

la seconda strofa può fare riferimento all’adolescenza e alla maturità del poeta, che fu condizionata dalla sua espulsione dal collegio di Lione, all’assunzione di droghe e alcol e al disinteressamento della madre alla sua vita;

la terza strofa si riferisce al futuro. Baudelaire lo spera prospero. Spera di trovare una nuova ispirazione, un nuovo lavoro per iniziare una nuova vita, data la disastrosa situazione economica in cui versava;

la quarta strofa è una riflessione sul tempo, sul dolore, sulla vita umana (tema ricorrente nelle sue poesie).

Boudelaire esprime anche una concezione negativa del tempo, che ci divora mentre siamo fermi e impotenti. Il tempo devasta la sua immaginazione, quindi bisogna in tutti i modi farsi forza e ritrovare la voglia di vivere e di scrivere.

Il poeta ricorre a varie metafore che lo fanno assomigliare a un giardiniere; infatti, concepisce la vita come un giardino, in passato ricco di piante e ora arido e desolato.

Il sonetto fa conoscere un uomo devastato dal dolore, che sa che i suoi sforzi sono vani perché distrutti dalle sue stesse azioni.

Il tema principale della poesia è la noia, anche se ci sono vari temi che possono sovrapporsi con il principale.

Non penso che la mia adolescenza sia paragonabile a quella di Baudelaire anzi, forse tutto il contrario per il periodo storico, la situazione economico-sociale, che negli anni è radicalmente cambiata, così come le relazioni socio-familiari.

Rispetto alla mia adolescenza, quella dell’autore è molto piu complessa: la morte del padre lo ha distrutto e il matrimonio della madre col nuovo compagno ancora di più.

Io, a differenza sua, non ho vissuto tutte queste esperienze e quindi neanche un’ adolescenza tormentata. Sono cresciuta con due genitori che non mi hanno mai fatto mancare niente e hanno fatto di tutto, compresi molti sacrifici, per rendermi felice.

Posso confrontare le mie esperienze solo con la prima parte del componimento, anche perché non ho ancora vissuto appieno la mia vita.

ALICE TAMANTI III B

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