EDITORIALE

Rieccoci, un nuovo mese e tante nuove notizie da condividere insieme.
Questo primo periodo è trascorso davvero velocemente ed è stato anche molto impegnativo, tuttavia siamo soddisfatti sia di questi mesi iniziali di scuola, trascorsi in presenza, sia di questa nuova avventura, il nostro giornalino, ovvero News Media Paper!
Lo scorso mese ci siamo soffermati su svariati argomenti, dal Rinascimento, a Boccaccio fino a fatti di attualità riguardanti il mondo dei giovani e più in particolare il mondo della musica e delle serie tv. Questo mese ugualmente vi coinvolgeremo con novità riguardanti la storia passata, il mondo presente e magari anche qualche curiosità sulle innovazioni che ci riserva il futuro.
Il nostro obiettivo principale è come sempre quello di coinvolgere il lettore e farlo appassionare agli argomenti che trattiamo con grande cura ogni settimana.
Annalisa Andrenacci 2^ C

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Greta: «Basta bla bla dei politici. Vogliamo giustizia climatica»

di Hu Luisa

Greta Thunberg è un’attivista svedese di 18 anni, diventata famosa per il suo impegno contro il cambiamento climatico. È stata ed è tuttora il simbolo mondiale dell’ambientalismo giovanile.

È nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003, figlia della cantante d’opera Malena Ernman e l’attore Svante Thunberg. Nel 2018, a 15 anni, annuncia che non andrà più a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018 in Svezia. La sua è una protesta contro il cambiamento climatico, perché in quell’anno il caldo è arrivato a provocare alcuni incendi nei boschi svedesi. Tutti i giorni, invece di andare a scuola, si siede davanti al Parlamento Svedese con un cartello: Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima).

Dopo le elezioni, Greta Thunberg decide di proseguire ad oltranza con il suo sciopero, tornando ogni venerdì davanti al Riksdag di Stoccolma. Grazie a questa battaglia nasce in poco tempo un movimento studentesco internazionale sotto il nome di “Friday for Future”. Il 6 ottobre 2018, Greta decide di portare la sua protesta in Europa, partecipando alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento europeo a Bruxelles. Il 31 ottobre è invece a Londra alla manifestazione organizzata da Extinction  Rebellion. Il 4 dicembre 2018 Greta Thunberg arriva a parlare di fronte alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Cop 24 di Katowice, in Polonia, dove dice: “Nel 2078 celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c’era ancora il tempo per agire”. 

Il 25 gennaio 2019 Greta Thunberg interviene al Forum mondiale economico di Davos, mentre il 21 Febbraio parla a Bruxelles, davanti al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker di quel periodo dice severamente: “I vostri impegni non bastano”. 

Il 15 marzo 2019 continuano le proteste dei “Fridays for Future”, nonostante la pandemia da covid 19, in 700 città di 100 paesi. Il 16 aprile Greta parla di nuovo alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, poi Il 17 aprile 2019 è invece a Roma, dove partecipa all’udienza generale del Pontefice in piazza San Pietro. Il 18 Aprile è a Palazzo Madama, per parlare al Senato della Repubblica italiana. Greta Thunberg decide di recarsi a New York per partecipare al summit sul clima delle Nazioni Unite del 23 Settembre, ma non prende l’aereo, mezzo altamente inquinante, ci va in barca a vela. 

Il 28 settembre 2021 è a Milano per la Youth4Climate, l’evento dove 400 giovani da tutto il mondo si riuniscono per lavorare a un documento da presentare ai leader mondiali in occasione della PreCop26. Le sue parole: “Vogliamo una giustizia climatica, ora! Fanno solo finta di ascoltarci!”. Poi aggiunge: ” Vogliono ascoltare le nostre soluzioni, le nostre idee, ma fanno finta. La scienza però non mente e il 2021 sarà l’anno con le maggiori emissioni di CO2. Continuano a sfruttare i giacimenti di petrolio. Sono senza vergogna. La speranza non è un bla bla bla“. Questa frase di Greta Thunberg, in particolare il finale, ha avuto una grande eco mediatica perché in grado di sintetizzare la frustrazione della nota attivista e del mondo ambientalista. Alla Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite (Cop26) di Glasgow a novembre, Greta e gli attivisti continuano a manifestare il loro dissenso divenendo difensori del bene comune e del pianeta Terra. 

Hu Luisa 2^D

 

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